Blogorrea

"TROVO SEMPRE INTERESSANTI LE NOTIZIE DI COSE CHE NON SONO AVVENUTE PERCHÉ VI SONO FATTI NOTI CONOSCIUTI. CI SONO COSE CHE SAPPIAMO DI SAPERE. MA SAPPIAMO ANCHE CHE CI SONO FATTI NOTI SCONOSCIUTI. INOLTRE SAPPIAMO CHE CI SONO COSE CHE NON SAPPIAMO. MA CI SONO ANCHE FATTI IGNOTI SCONOSCIUTI, CIOÈ LE COSE CHE NON SAPPIAMO DI NON SAPERE". (DONALD RUMSFELD, EX SEGRETARIO ALLA DIFESA USA, CONFERENZA STAMPA SULL'IRAQ)
mercoledì, 25 novembre 2009

La vie en merde
(Rubrica agli sgoccioli)

La settimana lavorativa stenta a passare. Consoliamoci con un po' di amarezze della vita e figuracce assortite dal sito www.viedemerde.fr

- Sono fiorista, un cliente viene a ordinare dei fiori per il funerale di mia moglie. Solo oggi è tornato tre volte, mi ha chiamato "mia principessa" e mi ha chiesto il numero di cellulare.
- Mi siedo in treno e davanti a me ecco una splendida bruna. Iniziamo a parlare e le dico soddisfatto che per una volta non ho un noiosissimo barbogio seduto di fronte. Pochi minuti dopo, ho un noiosissimo barbogio: la mia bella aveva sbagliato vagone.-
- Il mio ragazzo mi ha proibito di leggere i libri di Stephenie Meyer (quella di Twilight) prima di addormentarmi. Motivo: ieri notte l'ho morso nel sonno.
- Una lettera della mia padrona di casa. Le avevo chiesto dei documenti per scariare dalle tasse l'affitto che le pago, e così facendo le ho ricordato che non aveva ancora adeguato il canone all'inflazione.
- Il mio compagno è al lavoro, ne approfitto per tagliarmi le unghie dei piedi. La sera viene a trovarmi all'ospedale: un'unghia tagliata mi è schizzata in un occhio.
- Ho deciso di usare il mio depilatore elettrico. Però sono negli Usa, dove hanno una tensione di corrente inferiore. Quindi l'apparecchio va molto più lentamente: sento i peli che si strappano uno a uno.
- La mia ragazza mi promette una cena romantica e originale. Originale ok, ma dubito che siano romantiche due bistecche a forma di ippopotamo e di Topolino.
- Racconto la mia giornata a mio marito che neppure mi ascolta. "Potresti almeno fingere di essere interessato". E lui: "Ok, ricomincia e farò almeno finta di ascoltarti".
- Per il nostro anniversario di matrimonio attendo mio marito tutta nuda, il letto riempito di rose. Solo che non avevo levato tutte tutte le spine.
- Mio figlio di 6 anni arriva e chiede serio serio: "Mamma, cosa sono i preservativi?". Gelo. Mi mostra il suo quaderno dis cuola. la maestra, per fargli vedere la differenza tra il corsivo e lo stampatello, ha dato a tutti una fotocopia di una sua prescrizione medica, e il dottore scrive anche di preservativi e tampax.
- Il prof mi chiede in prestito la calcolatrice per fare un conto. me la rende dopo pochi minuti: ha cambiato le mie pile nuove, mettendoci le sue, vecchie.
- Un'amica tenta di convincermi come nero e beige stiano così bene assieme. Che sia perché mi ha appena rovesciato un intero calamaio di inchiostro sui pantaloni?
- Ho un match di volley e facciamo una macchinata collettiva, il viagio è lungo due ore. Arriva a prendermi un mio compagno di squadra con la sua auto. Ha una Twingo, dobbiamo entrarci in 5, e io sono alto 1 e 90 e sono il più basso.
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categoria: sesso, umorismo, mass media, imprese, vita moderna

lunedì, 23 novembre 2009

La Casa stregata delle Libertà

Sono momenti di forte disorientamento politico: ma cos'è la destra, cos'è la sinistra, signora mia. per fortuna c'è ancora qualche stella polare. Anzi una Divina Grazia,Fonte di Vita e di Salvezza, Dispensatore di Verità Archetipa,Luce dei Viventi, Psicopompo Amorevole, Primo Teurgo della Chiesa Solare, Gran Maestro dell'Ordine Teurgico di Elios. Insomma, Lui, il Divino Otelma, che all'ultimo congresso dei Radicali, terminato domenica 15, ha fatto approvare questa mozione che solo un'informazione asservita, di regime, illiberale e oscurantista ci ha nascosto fino a oggi. Ma la Rete è libertà, e alla fine la verità affiora sempre. Ecco il testo della mozione, e grazie, Divino, per come ci rischiari sempre un cammino impervio e buio. 

COLLE STREGHE, PER LA LIBERTÀ!

Il Congresso di RADICALI ITALIANI costata che è corso una virulenta campagna persecutoria nei riguardi dei culti e delle ideologie alternative a quella cattolica romana.
otelmaPer convinzione e - più spesso - per interesse politico,talune forze retrive e reazionarie - a far data dal 2001 -  hanno preso a pretesto la vicenda "Wanna Marchi" per scatenare una furibonda campagna mediatica contro le Streghe,i Maghi,gli Astrologi e gli Occultisti in genere.
Parallelamente,sono stati ampiamente esaltati e proposti in varie salse - nelle televisione di Stato e in quella cosiddetta privata - programmi di esaltazione di esperienze mistiche,miracoli,santi,sante e via dicendo: ultimo recente esempio quello di Natuzza Evola.
Che il paranormale e il trascendente esista oppure no,è questione di fede personale: quel che è certo è che - se esiste - deve esserlo a 360 gradi e non può esserlo sulla scorta di convenienze più e meno inconfessabili e strategie partitiche.
In ogni caso, il Paranormale e il Trascendente rientrano nella sfera di libera determinazione e scelta dei singoli e non sono soggetti all'arbitrio dei gerarchi politici di turno e ai loro sordidi giochi di potere (in altri termini: io ti do una bella persecuzione contro le streghe e tu mi dai un bel pò di voti delle parrocchie).
I tempi di Giordano Bruno,Tommaso Campanella e Galileo Galilei dovrebbero essere alle nostre spalle...o no?
I radicali italiani condannano le iniziative persecutorie nei riguardi delle minoranze culturali e religiose, si impegnano a combattere - in Parlamento e fuori - le iniziative liberticide ispirate a livore persecutorio e  filo-vaticanense ed invitano i cittadini a reagire con ogni mezzo a tali aberrazioni del Potere.
CON LE STREGHE,PER LA LIBERTÀ!

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categoria: politica, umorismo, vita moderna

domenica, 22 novembre 2009

Eroi della democrazia

antifascista_fini
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categoria: politica, umorismo

sabato, 21 novembre 2009

La vie en merde

Come ogni sabato, salutiamo le tristezze della settimana lavorativa che ci siamo lasciati alle spalle con un po' di amarezze della vita e figuracce assortite dal sito  www.viedemerde.fr

- Mio fratello ha trovato spiritoso cambiare i titoli delle canzoni che ho salvato sul pc, ribattezzandole con titoli di film porno. Non me ne sono accorto e ho lanciato la playlist su Messenger.
- Ho giocato a nascondere il pallone e a ritrovarlo col mio nipotino di tre anni. Dopo un minuto mi dice: "Eccolo, zio, è lì", indicando la mia t-shirt. Io gli dico di no, lui insiste. Mi sollevo la maglietta: "Zio, cattivo, l'hai mangiato". Credo che mi metterò a dieta.
- Appuntamento al buio con una tipa conosciuta via Internet. per farmi riconoscere indosso una camicia rossa. Dopo due ore di attesa, mi stanco, rincaso e le mando un'email: "Sono tornato a casa perché non ti ho visto". Risposta: "Sono tornata a casa perché ti ho visto".
- Mi hanno assunta in un grande magazzino, devo vestirmi da Babbo Natale per far felici i bambini. Arriva un papà che mi chiede di farmi una foto coi suoi bambini. Al momento in cui sta scattando, il più piccolo mi tira la giacca così forte che mi esce una tetta. Clic.
- Mia madre mi ha fatto credere che sa tagliare i capelli. le ho creduto. "In efetti non sono bravissima", mi dice alla fine.
- Ho detto a uno dei miei dipendenti che ha un cervello piccolo piccolo. Mi ha risposto: "Non si può avere tutto grosso, io ho fatto una scelta, tu un'altra". L'ho capita dopo mezz'ora.
- Il mio ragazzo viene a trovarmi. E mi becca con un mio collega. Resto in silenzio, non sapendo cosa dirgli. E lui non trova altro che commentare: "Ma sai, l'amore è come il calcio, in trasferta è meglio che in casa".
- Arrivo a lezione. La mia ragazza mi passa davanti senza vedermi. Le dò una forte palpata di culo. Curioso come le prof di matematica si bossano abbigliare giovanile, ormai.
- In piscina mi metto a nuotare stile farfalla. Nuoto proprio bene, mi sembra. Almeno finché non arriva un bagnino, che pensava stessi annegando.
- Un cliente nel mio negozio di abbigliamento mi chiede una cosa su un vestito. Rispondo: "No, signore, è nel reparto femminile". Mi guarda e mi dice: "Adesso tiro fuori una tetta e vede se sono un uomo".
- Mi faccio delle foto in lingerie per realizzare un calendario da regelare al mio ragazzo. Sappiate che, anche sotto Natale, i laboratori fotografici hanno tutto il tempo di guardare le foto e salvarne una copia: tempo una settimana e mi sono ritrovata su facebook.
- Ricevo una raccomandata. La grafia sulla busta mi pare famigliare. In effetti avevo così fretta di spedire quella raccomandata che ho scritto sul davanti della busta il nome del mittente e dietro quello del destinatario e me la sono auto-inviata.
- Il mio ragazzo aveva proprio fame. Gli ho telefonato e mi ha detto che mi richiamava lui appena finito di cenare. Sto aspettando da due giorni.
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venerdì, 20 novembre 2009

Volevo essere Daniele Luttazzi
(rubrica di battute che a lui piacerebbero)

Denuncia di Alessandra Mussolini: "Su eBay all'asta il cervello di mio nonno". Con Gasparri non succederebbe.
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categoria: politica, umorismo, mass media

lunedì, 16 novembre 2009

Volevo essere Daniele Luttazzi
(rubrica di battute che a lui piacerebbero)

Questa settimana Ballarò non va in onda: il suo conduttore ha il virus H1N1. Che sia quella di Berlusconi o la suina, 'sto Floris si fa mettere ko da qualunque tipo di influenza.
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categoria: politica, notizie, umorismo, mass media

lunedì, 16 novembre 2009

Tuttosporc

Beh, alla Juve io direi ben di peggio. Però bisogna ammettere che il titolo di prima pagina odierno di Tuttosport è un buon inizio.

prima
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categoria: sport, umorismo, mass media

lunedì, 16 novembre 2009

Mai più senza
(rubrica di omaggio al fu Cuore e di riflessioni sulla moderna civiltà)

Immag016

Vista in vetrina in un negozio di casalinghi a Milano. Quando si dice che il Governo ti mangia i risparmi.
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categoria: cultura, politica, umorismo, vita moderna

domenica, 15 novembre 2009

Tenco you

Anche questa edizione in archivio. Mediamente più che buona, come sempre. Con un problema, che è il problema della musica italiana, d'autore e no: quello di non avere mostrato dei ricambi generazionali all'altezza. Ci sono cose buone, certo, anche stasera, ma le migliori vengono sempre da quelli di una certa generazione.
Morgan: tra questi, malgrado sia del 1972 e quindi giovanissimo, c'è sicuramente Morgan. Che per una volta viene a patti con il suo peggior nemico, cioè Morgan, evitando gesta da fenomeno, distonie, arzigogoli e sofismi musicali. Suona benone, composto, anche se con ricchezza di effetti speciali, senza divagare. Tra gli effetti speciali, la voce di Ungaretti, spiritata, tronfia e retorica, in una registrazione d'epoca, che apre Assurdo amore. Si procede con una versione elettronica di Il mio mondo di Tenco, perfetta a parte un pezzo in inglese un po' fuori luogo, la malinconica metropolitana Le ragioni delle piogge (introdotta dal Così parlò Zarathustra di Strauss) e si chiude con Sono contro me stesso. Noi, stavolta, no. 8,5
Edgardo Moia Cellerino
: nonostante sia sui 50, riceve il premio Siae come autore emergente perchè prima aveva una band, Le Masque, e ora è solista. Un'esibizione che suscita pochi entusiasmi tra il pubblico: quelli a cui chiedo, dopo, sono concordi nell'indicarlo come la cosa peggiore della serata. Non è male in sè, ma vuole fare un po' il fenomeno, sfoderare testi troppo sofisticati ma al contempo fare il simpatico. 5
Enzo Avitabile: ecco invece chi riesce a emozionare, eccome. Curiosissima la vita di Avitabile: per dire, è uno che ha duettato con Richie Heavens, Randy Crawford, Tina Turner, Afrika Bambataa, Mory Kante e soprattutto James Brown (unico bianco della storia), grandioso sassofonista, ricercatore di tradizioni musicali italiche ed etniche. Però, essendosi rifiutato di andare a un Sanremo, si è fatto una pessima fama, di piantagrane ingestibile. Ora ha vinto la targa per il miglior disco in dialetto, Napoletana, che racconta la sua città senza i soliti luoghi comuni culturali e musicali. Qui incanta con jam session per sax e voce, crea un'atmosfera di festa e alla fine si cucca una standing ovation. 9
Dente: questo fanciullo (33 anni, peraltro) è una delle eccezioni al discorso di cui sopra che non ci sono più giovani bravi, ecc ecc. Una bella presenza sul palco, misurata ma non schiva, testi simpatici, un po' alla Rino Gaetano, un po' alla Battisti. Naif al punto giusto, avrà come sempre il problema di farsi conoscere senza svendersi alle tv. Ma può farcela. Traporta tutti all'intervallo con un sorriso ottimista sulla bocca. 7,5
Juan Carlos "Flaco" Biondini: il chitarrista di Guccini, e già questo basterebbe per molti, ma ha suonato anche con Conte, Endrigo, Lauzi, Capossela, De Andrè, Finardi, Vecchioni, Bertoli e altri ancora. Come dire, più che meritato il premio alla carriera che viene dato a uno strumentista diverso ogni anno, più che logico che a consegnarglielo sia Guccini. Lui ricambia con una canzone, una sola, La zamba del angel, grandevole e virtuosistica. 8 alla carriera
Franco Boggero: Antonio Silva, il presentatore del Tenco, lo introduce iniziando con "Storico dell'arte". Un tipo accanto a me sussurra: "No, Sgarbi no!". Trattasi, per fortuna, di un dipendente delle Belle Arti della Liguria, che dopo i 50 anni si è messo anche a fare concerti. E ha fatto bene: non è certo niente di originale, il suo miscuglio di swing e jazz, anzi, è volutamente retrò, ma è davvero simpatico, grazie anche a testi un po' stralunati e ironici, tra Jannacci e Conte (però Giorgio), noterelle su fatti della vita e moti dell'animo, tipo chi esce dal parrucchiere e controlla nelle vetrine accanto se il taglio era giusto, o chi cambia casa e dopo i primi entusiasmi si riduce e mangiare il prosciutto direttamente dal cartoccio come i gatti. 7,5
Mauro Pagani, Z-Star e Badara Seck: il finale è curioso nella formula. Arriva sul palco Mauro Pagani, che musicalmente è come la maionese: si sposa con tutti, migliora tutti, da De Andrè a Ranieri, da Jannacci alla Pfm. E presenta due giovani musicisti stranieri, che salgono sul palco uno alla volta a duettare con lui. Z-Star è una bellissima neretta inglese originaria di Trinidad, dalla voce calda ed espressiva, che canta e schitarra prima una poesia di Vladimir Vysotsky, poi un suo pezzo abbastaza rock, No love lost. Poi tocca a Badara Seck, senegalese dalla voce potentissima (anche troppo, qua e là urlicchia e sbaglia tono), che arriva vestito da una tunica giallastra e anche lui prima canta Vysotsky poi una sua canzone, Farafrique. In tutte le canzoni Pagani suona il violino. Poi li chiama entrambi sul palco e assieme chiudono cantando Domani, il suo brano che nei mesi scorsi ha afflitto l'Italia per raccogliere fondi a favore dell'Abruzzo. Se ne poteva trovare uno migliore, ai tempi e stasera, ma fa niente, a Pagani si perdona tutto. 9 a Pagani, 8,5 a Z-Star, 7 a Badara Seck
E con questo è quanto, è finita la commedia, ora si torna alle solite rotture di palle metropolitane.

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categoria: musica, cultura, cose mie, cose serie

sabato, 14 novembre 2009

Tenco you

Seconda serata che, come spesso qui, è la migliore delle tre. Anche se assemblata in modo strambo, cioè logicissimo: c'è la diretta su Radiodue, e tutto il meglio viene ammassato all'inizio quand'è ancora prima serata, lasciando la ratatuia tutta in fondo. Risultato, un primo tempo pazzesco e un secondo da fuggi fuggi generale, che infatti avvieneImmagine_1.png.717.big puntualmente.
Vinicio Capossela: per esempio, si parte subito con il botto. Vinicio è in grandissima forma, ha voglia di fare, ma non di strafare, come gli succede a volte. Pastrano nero quasi da maniaco, cappellaccio a nascondere la pelata, infila cinque canzoni delle sue, ricche di atmosfere, poetiche, delicate, alcoliche, fumose, tipo la natalizia Sante Nicola, che sa di mandarini sbucciati, di attese davanti al caminetto, di presepi e alberi di Natale, di neve che scende dal cielo. E la neve la fa fare lui al pubblico, facendogli schioccare le dita. Memorabile anche Il paradiso dei calzini, che pare la versione cantautorale di un brano dello Zecchino d'oro, una favola su un mondo magico dove finiscono i calzini restati spaiati. In più, ad accompagnarlo strumenti magici come la sega (una vera sega suonata tipo violino), il cristallo armonio (uno xilofono di bicchieri riempiti d'acqua a diverse altezze, e quindi dai diversi suoni)  e il theremin, un vibrafono post-moderno. 8,5
Max Manfredi
: vincitore del premio per il disco dell'anno, Luna persa. Non so che dire, è sicuramente bravo, e la sua canzone Il regno delle fate, è una serie di delicatissime pennellate che descrivono in modo poetico, dettagliato e trasognante una mattina qualsiasi sui mezzi pubblici che portano i lavoratori a Milano. Il resto però è una discreta noia, o forse sono io che non lo riesco a capire fino in fondo, mi dà un po' l'aria del classico cantautore pallosetto. Anche se, tra una canzone e l'altra, sfodera una notevole battuta: "Facciamo presto, che il tempo è premier". Immagino la gioia dei dirigenti Rai. 6
Alessandro Mannarino: altro giovane di belle speranze. Romano, 30 anni, noto al pubblico della tv (quindi non a me) per varie apparizioni a Parla con me, pare sia stato anche in radio da Fiorello, e questo accentua la mia diffidenza. Confermata dal primo brano, Bar della rabbia, che è in realtà una stornellata romanesca che mescola cabaret, satira e qualche strimpellata, con una voce e un modo di porsi che mi ricorda molto il primo Montesano. Che era un gran comico, ma non faceva il cantautore. Migliora con le canzoni seguenti, ma si esibisce troppo a ridosso di Capossela perché non si noti che si ispira a lui in tutto, dal look ai suoni. Un po' troppo romanaccio salviamolo perché la sua Tevere grand hotel non è per nulla male e il video l'ha ambientato in un campo rom. 6,5
Ginevra Di Marco: altra follia, chiudere il primo tempo con questa fantastica cantante, che andava tenuta in fondo per trattenere il pubblico fino alla fine. Voce davvero pazzesca, per estensione, calore, espressività, avrebbe tutto per essere la nuova Mina. Le manca solo una cosa: un sistema televisivo vagamente decente che la lanci in prima serata e la faccia conoscere. Il suo difetto, se lo è, è di essere meno pop e più intellettuale della Mina di Canzonissima. Lei ama la canzone popolare, il recupero della tradizione operaia e contadina dei secoli scorsi, che racconta anche nel disco Donna Ginevra, che le è valso il premio per il miglior album da interprete. Splendida, per dire, Il crac delle banche, canzone su un vecchio scandalo finanziario nostrano, scritta nel 1896 ma sembra oggi. Poi La masa del cubano Silvio Rodriguez e un'altra popolare, la vivace Ninna nanna la malcontenta, toscana. Chiude con un bis, Montesole, una nenia insopportabile di Giovanni Lindo Ferretti (erano assieme nei Csi), lenta e retorica. Sarebbe terrificante fatta da chiunque altro, ma con quella bocca può dire ciò che vuole. 9
Daniel Melingo: si riapre, grazie a mamma Rai, con Daniel Melingo, tanghero argentino, scegliete voi dove mettere l'accento. Non tanghi classici, languidi e solari, ma notturni e jazzati, e fin qui ci può stare, grazie anche a una brava band. Il punto è la sua performance. Debutta irrompendo con un pastrano nero che sembra quello di Vinicio, poi si sdraia per terra fingendo di dormire e dirigendo gli applausi ritmati del pubblico, esce e torna in scena in canotta che sembra quella del mago Oronzo, suona un clarino in modo così stridulo da far drizzare i capelli (ad averceli), simula una caduta con rottura del microfono, chiude levandosi le scarpe, annusandosi le calze e buttandole tra il pubblico. Ubriaco marcio, istrione, folle, provocatore? Comunque sconcertante. 4
Momo: e che dire di costei allora? Cantautrice ironica e surreale, dice il programma della serata. Lei cerca di farlo notare poco: impacciata sul palco, probabilmente spaventata, cerca invece di sfoderare poesia, senza convincere. Meglio in effetti quando va sul surreale: L'Eur di Momo, in un francese maccheronico, e La spazzatura, canzone d'amore che parte romantica ma come ritornello ha "vorrei buttarti nella spazzatura". 4
Vittorio De Scalzi: anche il finale è un po' così. De Scalzi è un veterano della canzone italiana: ha fondato i New Trolls, ha aperto i concerti dei Rolling Stones, ha collaborato con De Andrè, Bardotti, Bacalov, Mina, Umberto Bindi, ultimamente ha fatto un bell'album in genovese, Mandili. Di cose da dire ne avrebbe avute. Invece si salva solo un'intensa poesia di Riccardo Mannerini dedicata al suicidio di Tenco, eseguita al pianoforte. Poi mi dicono suoni due inediti, Tante gocce e Il ritorno, ma l'atmosfera è da revival New Trolls, tipo trasmissione di Paolo Limiti, che per carità ha una sua dignità, ma non è il Tenco, tanto che chiude con Ho veduto e La miniera. Almeno avesse fatto Quella carezza della sera6

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categoria: musica, cultura, cose mie, mass media, cose serie

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