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"TROVO SEMPRE INTERESSANTI LE NOTIZIE DI COSE CHE NON SONO AVVENUTE PERCHÉ VI SONO FATTI NOTI CONOSCIUTI. CI SONO COSE CHE SAPPIAMO DI SAPERE. MA SAPPIAMO ANCHE CHE CI SONO FATTI NOTI SCONOSCIUTI. INOLTRE SAPPIAMO CHE CI SONO COSE CHE NON SAPPIAMO. MA CI SONO ANCHE FATTI IGNOTI SCONOSCIUTI, CIOÈ LE COSE CHE NON SAPPIAMO DI NON SAPERE". (DONALD RUMSFELD, EX SEGRETARIO ALLA DIFESA USA, CONFERENZA STAMPA SULL'IRAQ)
martedì, 11 aprile 2006

Cose di Cosa Nostra

Per chi nel week-end abbia vissuto fuori dal mondo, o non ci abbia più capito niente, visto quanto sono stati convulsi gli avvenimenti, ecco un breve riassunto del principale fatto del giorno.
L'annuncio è arrivato questa mattina dal ministero degli Interni: il boss mafioso che ha terrorizzato l'Italia per anni ha perso.
Una battaglia durissima, perché si è per lunghi anni sorretto su un vasto e convinto consenso popolare, soprattutto in Sicilia, anche da parte di persone in buona fede che però avevano paura di uno Stato arcigno e cattivo, pronto solo a fregargli i soldi duramente guadagnati, e che a lui chiedevano protezione, benignamente concessa. Alcuni di coloro che, per convinzione o per ignavia, lo avevano sostenuto, quando si è sparsa la notizia della sua sconfitta, lo hanno insultato pesantemente.
L'uomo è in apparenza religioso, ma in realtà spietato, non ha esitato a usare ogni mezzo per battere gli avversari, arricchire sè e i propri fedeli e fregare anche i suoi stessi alleati. Non aveva esitato ad appoggiarsi alla politica, e aveva creato un sistema di potere e di clientelismo che i più pessimisti credevano ormai inestirpabile. Qualcuno l'aveva dato per morto, visto che ormai è un 70enne, ma aveva dimostrato di saper lottare contro le avversità e si pensava, anche per questo, che avrebbe potuto avere una vecchiaia serena, tranquilla e senza più perdere il potere.
Ma forse all'ultimo secondo utile l'uomo è stato inesorabilmente battuto dalla legge. E anche da certe persone all'estero che lui credeva fossero dalla propria parte. Ora il suo destino è appeso a un filo.
Ovviamente ci riferiamo all'arresto di Bernardo Provenzano.

postato da dituttounblog alle ore 15:28 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: politica, notizie, umorismo


Commenti
#1   12 Aprile 2006 - 12:34
 
Per un futuro, eventuale, arresto eccelente, consiglio agli investigatori di guardare bene dentro gli armadi all'ultimo piano della villa di Arcore. O nelle stalle.
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